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Marocco

01 - 08 Gennaio 2019

Città imperiali e piccole perle

Marocco è blu. Blu come i muri delle case di Chefchaouen ed Essaouira, blu come l’oceano che lambisce la sua costa. E blu come il sangue nobile che scorre nelle sue città imperiali. 

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Viaggio con Carlo, Alessio e Elena.

 

Il Marocco è sicuramente molto bello e penso che la sua bellezza stia nella varietà incredibile di ciò che vi si può trovare: un mix di città e natura, che spazia da antiche affascinanti medine, architettura islamica, cultura araba “moderata”, affollati souq, deserti sabbiosi e deserti rocciosi, montagne e oceano. 


Non ho tuttavia visto niente che mi lasciasse totalmente a bocca aperta o che non fosse trovabile anche da altre parti, probabilmente perché ho fatto diversi viaggi in altri paesi arabi, diversamente avrebbe fatto palpitare il cuore anche a me.


Ho sentito molti racconti sul Marocco, nei quali non mi ci sono particolarmente ritrovata una volta là. In particolare molte persone si sono lamentate del loro approccio troppo pressante nel voler vendere oggetti / servizi di ogni tipo e dell’insistenza e negoziazione fino allo sfinimento. Personalmente, ho invece trovato i marocchini un popolo molto ospitale, a prescindere dall’intenzione di vendere qualcosa e rispettoso degli spazi e volontà altrui. Mi è parso che nel tempo si sia cercato di limitare molto le fregature a danno dei turisti e molto spesso un semplice “no” convinto è sufficiente a far desistere il venditore del caso. In tanti cercano sempre di aiutarti senza chiedere nulla in cambio, ovviamente il nostro essere un po’ sul chi va là, nel timore che ci fosse una fregatura dietro, ci ha lasciati sempre un pochino diffidenti, ma non abbiamo avuto alcuna esperienza negativa!


Articoli e guide raccontano una società caratterizzata da una forte disuguaglianza, un livello di povertà ancora molto elevato, analfabetismo diffuso e un tasso di disoccupazione giovanile preoccupante. Sembra assurdo ma durante questo viaggio mi sono varie volte domandata dove venisse nascosta tutta questa povertà. Non soltanto nelle città, ma anche dal finestrino del treno durante gli spostamenti, il mio sguardo non ha mai incrociato situazione di forte disagio. Anche viaggiando in auto verso nord, abbiamo costeggiato campi coltivati e ordinati, lontani da quell’immagine di degrado che potevo aspettarmi. 


Parlando con le persone, l’immagine stessa che i marocchini hanno del proprio paese appare fortemente contrastante: la guida sulla cinquantina che ci ha accompagnato nel deserto di Agafay raccontava di un paese in forte sviluppo, sempre più sicuro ed avanzato, dove le prospettive per i giovani erano tante grazie ad un’ottima amministrazione statale. 


Mohammed, il ragazzo trentenne con il quale abbiamo visitato Rabat, era al contrario estremamente pessimista nei confronti di un paese che riteneva corrotto, dove il parlamentari eletti, definiti “Puppets”, non hanno nessun potere ne credibilità e i giovani sono disperati per una situazione economica e sociale stagnante e basata solo su conoscenze e contatti. Si è dimostrato anche parecchio negativo riguardo alla situazione femminile: grazie alla progressiva maggior emancipazione le donne, a parere suo, sono in una fase di conquista dei diritti alla quale non corrisponde un aumento dei doveri; l’economia familiare rimane quindi completamente a carico dell’uomo senza che la donna vi partecipi nonostante sia sempre più frequente che lavori. 


Il nostro viaggio è iniziato poco dopo la notizia della tragica morte per decapitazione di due ragazze nordiche da parte di un gruppo dichiaratosi affiliato all’Isis. Mohammed rimarca come questi episodi siano una precisa tattica dell’Isis per creare consensi, essendo estremamente dannosi per l’economia del Marocco, fortemente basata sul turismo, e quanto lo stato cerchi di porvi rimedio aumentando in modo capillare la presenza di polizia e controlli. 

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Non viaggio per lavoro, viaggio per cercare di scoprire come ogni popolo cerca la sua felicità. Amo pensare alla sensazione di colore che ogni viaggio mi lascia nei ricordi e nel cuore.

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Mi piace organizzare i miei viaggi in autonomia, questo blog è per condividere tutte le informazioni pratiche, le impressioni e le sensazioni raccolte in giro per il mondo.

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