Iran
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​​PRIMA DI PARTIRE​:
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Modalità di viaggio: La prima domanda da porsi è se si preferisce un viaggio organizzato con una guida locale più autista oppure un viaggio totalmente fai da te.
Noi abbiamo scelto la seconda opzione e, una volta capito come reperire tutte le informazioni, ne siamo stati assolutamente soddisfatti. I vantaggi sono stati il maggior contatto con la realtà iraniana, la possibilità di prendere una diversa guida per ogni città, ascoltando così diversi punti di vista e il costo inferiore. D’altro canto, abbiamo dovuto rinunciare ad alcune tappe minori che invece con un autista sarebbero state visitabili, poiché spostandosi con gli autobus a lunga percorrenza non era fattibile fermarsi per delle brevi tappe intermedie. Inoltre una guida 24h/24 sicuramente può essere d’aiuto per alcune questioni pratiche tipo prelievi / prenotazione degli hotel / scelta dei ristoranti.. Io preferisco sempre, ove possibile e sicuro, la modalità autogestita, perché mi permette di entrare maggiormente nel vivo del viaggio.
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Itinerario: il nostro itinerario – Teheran – Esfahan – Yazd – Shiraz è stato così stringato per mancanza di tempo (1 settimana totale), che ci ha costretto a selezionare solo le tappe principali. Sono però molti i siti minori lungo il percorso che, da racconti di altri viaggiatori, meritano una visita se ne si ha il tempo e il modo (in particolare, Qom e Kashan). Raccomando di dedicare almeno un paio di giorni a Esfahan e Shiraz, per Yazd e Teheran ne potrebbe bastare uno ma sicuramente di corsa.
Voli: con Aegean (compagnia greca) comprati a fine agosto per fine ottobre a 250€. Scalo ad Atene. Ci sono anche parecchi voli Turkish
Visto: le procedure relative ai visti cambiano spesso, quindi consiglio in ogni caso di verificare le informazioni aggiornate. Per i cittadini italiani è possibile richiedere il visto direttamente in aeroporto, ma, avendo letto su vari siti che non ne è garantito il rilascio, nel dubbio abbiamo preferito richiedere il visto al consolato di Milano. Come prima cosa è necessario compilare il form online http://e_visa.mfa.ir/en/ e inoltrarlo insieme a copia del passaporto e contatto del primo albergo prenotato. Nella risposta ci sarà la data dell’appuntamento in consolato, data in cui dovrete recarvi per lasciare il passaporto e le impronte digitali. Dopo due o tre giorni potrete andare a ritirare il passaporto, o mandare una persona terza con delega. Quando sono andata io, il visto consisteva in un adesivo attaccato su una delle pagine del passaporto. Pare che ora la procedura sia cambiata e che venga lasciato un foglio separato, in modo che sul passaporto non resti traccia della visita. Nel 2017 il costo era di 70€
Con il visto Iraniano sul passaporto, non è possibile entrare negli Stati Uniti tramite procedura ESTA (visa online), ma è necessario seguire la procedura presso il consolato americano. Cambiare il passaporto o avere un visto rimuovibile può risolvere solo parzialmente il problema: sull’ESTA è infatti necessario dichiarare di non essere mai stati in Iran. Lascio a ciascuno la scelta di decidere se prendersi il rischio di dichiarare o meno il falso in materia, io non ho ancora avuto la necessità di decidere
Alberghi: prenotare gli alberghi è la nota dolente di un viaggio in Iran. Non si trova quasi niente su booking e non è così semplice mettersi in contatto con le strutture. È necessario sviluppare metodi alternativi di ricerca rispetto ad altri viaggi, cercando su google, gruppi di facebook o chiedendo direttamente alle guide. Il mio consiglio su questo paese è quello di fidarsi, accettando quindi di provare a prenotare più tramite contatti piuttosto che su piattaforme istituzionali. Il nostro è stato un viaggio abbastanza lowcost, quindi abbiamo cercato strutture semplici, ma si trovano anche hotel più lussuosi.
Vaccini e salute: nessun vaccino specifico è richiesto o problema di salute rilevato
Soldi: essendo fuori da tutti i circuiti di pagamento internazionale, per gli stranieri è impossibile prelevare o pagare con carta di credito. L’unica eccezione l’ho trovata nei negozi di tappeti a Esfahan, dove era possibile pagare con la carta perché si appoggiavano su Dubai. Occorre quindi portare tutto il contante dall’Italia e cambiarlo man mano là. In Iran mi sono successe ben due cose opposte a tutti gli altri paesi: il cambio applicato in aeroporto era il migliore di tutta la vacanza e il tasso di cambio reale era più favorevole di quello dichiarato dai sistemi di informazione. Il motivo che esiste una sorta di doppio sistema: il tasso di cambio ufficiale è quello utilizzato per “il business” mentre i cambiavalute di fatto scambiano ad un tasso diverso, più debole per la valuta iraniana.
Circa il quantitativo da portare, considerate che l’Iran è economico per gli europei: i trasporti, il cibo, gli alberghi vi costeranno decisamente meno che in Italia. Inutile dirlo, conviene star larghi per tener conto di ogni possibile inconveniente o spesa aggiuntiva.
Altra nota particolare circa il sistema monetario iraniano: la valuta ufficiale è il riyal, ma molto spesso viene usata il toman, che equivale a 10 riyal. Quando chiedete un prezzo assicuratevi quindi della misura nella quale viene espresso, per non rischiare brutte sorprese.
Clima: i periodi migliori per visitare l’Iran sono le stagioni intermedie, da aprile e inizio giugno e da fine settembre a novembre, in cui il clima è mite. L’estate rischia di essere parecchio calda (considerati anche gli obblighi in termini di vestiti) e l’inverno freddo al nord.
Sicurezza: A dispetto di quanto si immagini, ho trovato l’Iran un paese sicuro. Ovviamente la zona in cui si trova è una zona “calda” per quanto riguarda possibilità di conflitto e tensioni. Tuttavia a livello di microcriminalità non mi sono mai sentita in pericolo, persino arrivando nel cuore della notte alla stazione degli autobus.
UNA VOLTA ARRIVATI
Guide: normalmente, quando viaggio in paesi dalla cultura molto distante dalla mia, mi piace organizzare almeno alcune parti del viaggio con delle guide locali, in modo da poter apprendere, oltre alla storia, anche quelle sfumature della cultura di un popolo difficilmente coglibili dalle lonely planet. In Iran ne vale assolutamente la pena. Si trovano infatti molte le guide turistiche estremamente competenti con un forte background di studi universitari in storia/arte, non guide improvvisate che cercano di racimolare qualche mancia fuori dai monumenti principali.
Nel nostro caso avevamo contattato dall’Italia soltanto un ragazzo di Teheran che organizza free-walking tour (maggiori dettagli nella pagina dedicata a Teheran), che si è rivelato assolutamente fondamentale sia per i consigli organizzativi che ci ha fornito prima di partire, sia perché una volta a Teheran ci ha fornito tantissimi contatti di guide nelle diverse città del nostro percorso. Contattandole via whatsapp, siamo riusciti senza problemi a prenotare una guida per ogni città. Costo abbastanza allineato: 50€ per tutto il giorno, mediamente dalle 9.00 alle 18.00
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Velo e abbigliamento: sono tante le persone che lo ritengono inaccettabile ed eventualmente decidono di non andare in Iran per questo motivo, ma bisogna mettersi l’anima in pace, in questo paese tutte le donne devono avere il capo coperto, turiste e non. Molto spesso, le stesse iraniane portano dei veli colorati che partono da metà testa, lasciando quindi vedere parte dei capelli davanti. Ho visto pochi burka o niqab, se non all’interno delle moschee. L’impressione è che molte donne mal tollerino questa legge di stato e cerchino di limitare l’impatto togliendo il velo non appena si trovano all’interno di mura private. Per quanto riguarda l’abbigliamento, è necessario coprire le gambe e le braccia fino ai polsi. Si raccomandano vestiti morbidi e ovviamente non provocatori. Io ho sempre indossato jeans, camicie a manica lunga e sciarpine usate come velo e non ho avuto problemi.
Alcol: l’alcol in Iran è assolutamente proibito, non ne abbiamo trovato da nessuna parte. Sebbene, come ogni cosa illegale, sia sicuramente possibile trovarne di contrabbando, personalmente abbiamo preferito non rischiare.
Cibo: buono e sufficientemente vario. Il riso, solitamente allo zafferano, è sempre presente, usato come contorno di piatti di carne o di verdura o sotto forma di tortini. La carne (montone, agnello, vitello e pollo) viene servita grigliata, come kebab o stufata con i sapori locali (fenomenale il Fesenjan, un piatto di carne cotto in una salsa di noci e melograno). Sono molto frequenti i piatti a base di melanzane, le salsine o bevande a base di yogurt (Dough), così come piatti di insalata mista e i pomodori. Tanto buona quanto strana anche la Ash e Reshte, una zuppa a base di noodles, fagioli ed erbe varie. Tra i dolci troviamo i datteri, dolcini a base di miele stile baghlava, budini allo zafferano… e delle stranissime marmellate compressate in strati compatti e sottilissimi che vengono poi arrotolati come delle pergamene. In sostituzione dell’alcol troverete tantissimi succhi e bevande fresche – per me acqua di rose top del top.
SIM: assolutamente consigliata per i motivi già elencati e l’economicità. Sono tre gli operatori, Hamrahe Aval, Irancell e Rightel. Irancell dovrebbe essere il più economico si trova all’aeroporto Imam Khomeini di Teheran. Una sim con 1.5 GB e validità un mese ha un prezzo di 20,000 Tomans (circa 4 €). Sono necessarie fino a 24h per l’attivazione e bisogna avere con se il passaporto per l’acquisto.
Trasporti: Il nostro itinerario prevedeva degli spostamenti in autobus tra le quattro città visitate (Teheran – Esfahan – Yazd – Shiraz) e il ritorno da Shiraz a Teheran tramite volo interno.
Dopo aver valutato anche il treno, abbiamo optato per l’autobus, in quanto ci permetteva maggiore flessibilità oraria e probabilmente una maggiore comodità (autobus confort con i sedili reclinabili).
Non ho quindi esperienza del sistema ferroviario iraniano, ma varie informazioni si possono trovare su questo eccellente sito https://www.seat61.com/Iran.htm. In generale il consiglio è di prenotare tramite agenzia con qualche giorno di anticipo, perché i treni sono spesso pieni.
Per quanto riguarda gli autobus, abbiamo preso i biglietti per la prima tratta in agenzia, i seguenti alle varie stazioni degli autobus alle quali arrivavamo. Comodi e puntuali, unica nota negativa non sono molte le pause che fanno per i servizi. Anche quando siamo arrivati in piena notte a destinazione, la stazione degli autobus era circondata da taxi, per cui non abbiamo avuto paura, né problemi a salire subito sul taxi per l’albergo.
Il traffico a Teheran è intenso, nelle altre città ci è parso tutto sommato normale.
Souvenirs: Il mio consiglio è di partire con un bagaglio molto più grande del necessario e lasciarlo mezzo vuoto! sono veramente tantissime le cose che vi verrà voglia di portare a casa. Non troverete soltanto la solita cianfrusaglia da turista, ma tantissimi prodotti di qualità, particolari e curiosi
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