top of page

L’organizzazione di un viaggio in India è abbastanza complicata rispetto ad altre destinazioni e necessita di una certa dimestichezza oltre che a parecchio tempo. 

  • PRIMA DI PARTIRE​:

Volendo organizzare in autonomia, la prima scelta che si pone è quella tra il noleggio di una macchina con autista/guida (più autista che guida) per tutto il percorso piuttosto che la totale autonomia anche nei trasporti, con eventuale integrazione di trasporti in taxi.

Dopo aver contattato qualche agenzia locale e letto vari resoconti, ho optato per la seconda opzione: non tanto per una questione di risparmio (anche la macchina con autista in India non è particolarmente cara), quanto perché preferivo un approccio che mi permettesse di vivere maggiormente la realtà della gente. Non mi sono pentita di questa scelta, prendere un treno in India è veramente un’esperienza da vivere per provare a capirci qualcosa. Il contro è ovviamente la perdita di tempo nello spostarsi di continuo da stazioni agli alberghi a stazioni dei bus e nel cercare varie soluzioni, sebbene con i due treni notturni a lunga percorrenza abbiamo sicuramente recuperato del tempo rispetto alla macchina. La totale autonomia è fattibile, ma impegnativa, soprattutto per quanto riguarda la problematica della prenotazione dei biglietti dei treni.

Guide: Rispetto ad un viaggio organizzato con agenzie, la difficoltà nel reperire delle guide è stata la principale problematica che ho riscontrato. Considerando la totale diversità della cultura indiana, mi sarebbe, infatti, piaciuto poter prendere ascoltare il punto di vista di una guida locale. Purtroppo, l’offerta turistica in Rajasthan è onnipresente ma abbastanza di “basso” livello: sono tantissimi i taxisti/ guidatori di tuk tuk che aspettano fuori dalle attrazioni e si improvvisano guide turistiche, ma mediamente i livello di spiegazione che viene fornito è veramente limitato. Forse organizzando tramite agenzie che operano nel settore è possibile reperire qualcuno di più esperto.

Volo: diretto Malpensa – Delhi con Air India pagato € 500

VistoDa poco l’Italia è rientrata nei paesi per i quali è possibile accedere tramite ETA (Electronic Travel Authorisation). Sul sito https://indianvisaonline.gov.in/evisa/tvoa.html è necessario compilare il format online e pagare la fee; il foglio che viene inviato via mail va stampato e presentato all’arrivo.

Vaccini e salute: Considerato che aprile è un mese secco, l’ambulatorio di medicina di viaggio ha ritenuto (fortunatamente) la profilassi antimalarica non necessaria; hanno però consigliato misure particolarmente attente contro le zanzare: spray con il fattore 4 e un insetticida da spruzzare sopra i vestiti la sera prima (Biokill).

Ho inoltre fatto richiami antiepatite A, antitifica e antitetanica. Alcuni consigliano la profilassi anticolerica, in quanto protegge anche da alcune forme di dissenteria del viaggiatore, altri sostengano sia per lo più importante rispettare tutta una serie di norme igieniche e di evitare determinati tipi di cibo. Io non ho avuto problemi intestinali, ma mi è toccata un’otite particolarmente strong con annessa febbre alta.

Clima: Tra dicembre e marzo il clima è ottimale perché non piove praticamente mai e le temperature sono ancora accettabili (marzo intorno ai 30 gradi di giorni). Da aprile comincia a fare molto caldo mentre l’estate è caratterizzata da forte piogge monsoniche. Autunno di nuovo secco e con temperature in discesa

 

Alberghi: Altro tema complesso in India e assolutamente soggettivo in base alle proprie sensibilità. Seguendo i consigli di persone che erano state varie volte in India, ho prenotato alberghi 4 stelle, tranne a Jodhpur, dove eravamo in un 3 stelle. Il costo di un 4 stelle è assolutamente abbordabile (non abbiamo speso più di 70€ per una camera doppia), ma ben al di sopra dei livelli di sistemazioni più modeste. Si trattava tendenzialmente di strutture grandi, relativamente pulite e piacevoli, sebbene mai veramente lussuose. Garantiscono la possibilità di staccare completamente la testa dal frastuono, dal casino e dal caldo opprimente delle strade e sono di solito oasi di pace dove trovare un attimo di tranquillità e non doversi preoccupare della pulizia. Il prezzo da pagare per questa pausa di tranquillità è che è totalmente estraniante dalla realtà circostante e ci si sente come “colonizzatori”. Si viene continuamente seguiti da camerieri indiani servizievoli che offrono spremute o portano le valigie e i clienti sono invece esclusivamente bianchi. Spesso hanno anche il ristorante, il bureau di cambio e recuperano facilmente taxi sia per brevi sia per lunghe percorrenze.

L’unica esperienza in un albergo a 3 stelle non è stata assolutamente negativa, sebbene totalmente diversa: non abbiamo trovato la stanza ne sporca ne con ospiti indesiderati, era molto più familiare e simile al concetto di bnb europeo. L’unico problema è che si trovava all'interno di una normale casa nella città vecchia, dai muri tanto sottili che abbiamo sentito i bambini giocare fino a tarda notte.

In conclusione a mio avviso è possibile scendere al di sotto dei grandi alberghi a 4 stelle senza problemi (prossimo viaggio in India farò sicuramente così), ma ovviamente dipende dalle proprie propensioni e capacità di adattamento.

Libri: Sono tantissimi e sicuramente famosi i libri ambientati in India, che mi abbiano particolarmente colpito:

Shantaram: tratto dalla vera storia di un australiano evaso da un carcere di massima sicurezza, scappato in India per ricostruirsi la vita, alterna pagine meravigliose di descrizione del contesto, della cultura e del modo di vivere indiano (dagli slum di Bombay alla campagna, a Goa) a sentimentalismi un po’ stucchevoli. Insegna moltissimo a tratti, annoia ad altri.

Il Dio delle piccole cose: bellissimo romanzo ambientato in India dove una storia d’amore si scontra con il sistema delle caste.

  • MEZZI DI TRASPORTO

Treni: La rete ferroviaria indiana è una delle più estese al mondo, costruita durante il colonialismo inglese, collega qualunque regione del paese. L’App ufficiale delle ferrovie indiane, IRCTC, è ben fatta e vi si trovano tutte le tratte con i vari treni e le diverse classi.

Il vero problema è riuscire ad ottenere il codice necessario per prenotare. La procedura comprende una serie di passaggi tra cui registrazione con numero italiano, ricezione di un codice via sms, invio della scansione del passaporto via email e pagamento di una fee, ma spesso non si ricevono risposte ed è necessario insistere ripetutamente. 

Sul sito https://www.seat61.com/India.htm trovate descrizione dettagliata del procedimento da seguire per ottenere il codice oltre ad un manuale estremamente preciso sul funzionamento del Sistema ferroviario indiano. Esistono anche altre app di prenotazione, tipo Cleartrip, ma in realtà non prescindono dalla registrazione tramite codice su IRCTC. Si può anche correre il rischio di prenotare direttamente in stazione, ma dato l’affollamento della regione è molto facile che non ci siano più posti nelle classi con posto assegnato. 

I treni sono solitamente lunghissimi e composti da 8 diverse classi, anche se non su tutti i treni sono presenti tutte le classi:

  1. AC1 è la migliore, Air-conditioned first class. Scompartimenti da due o quattro cuccette, con porte che si possono chiudere a chiave (tipo i treni regionali italiani che attraversavano l’Italia intera in 15 ore qualche anno fa)

  2. AC2: cuccette su due livelli disposte in gruppi di 4 su un lato e 2 sull’altro. Scompartimenti aperti sul corridoio con solo tendine che separano. Le cuccette possono diventare sedili.

  3. AC3: Simili alle AC2 ma con cuccette su tre livelli disposte in gruppi di sei con scompartimenti aperti senza tendine.

  4. FC: Fist Class senza aria condizionata, con scompartimenti da 2 e 4 cuccette e possibilità di chiudere a chiave. Praticamente sparita.

  5. AC Executive Chair Class (EC): confortevoli sedili reclinabili e tanto spazio: si trovano di solito sui treni espresso Shatabdi.

  6. AC Chair class (CC): sedili meno eleganti della precedente, ok per viaggi durante il giorno

  7. Sleeper Class: cuccette disposte su tre livelli senza pareti divisorie né aria condizionata.

  8. Unreserved 2nd Class: sedili in legno senza prenotazione 

Comprando online bisogna fare attenzione perché dal sistema sembrerà sempre che ci sia sempre posto nella classe prescelta, ma in realtà potrebbe avervi inserito in automatico in lista d’attesa nel caso in cui la classe fosse già piena. In questo caso sarete messi nella classe inferiore e potrete monitorare dall’app la vostra posizione. Solo all’ultimo verrà effettivamente assegnato il posto o nella classe giusta nel caso ci siano state abbastanza cancellazioni, diversamente nella classe inferiori. Da quanto ho capito è abbastanza comune che vengano cancellate delle prenotazioni, per cui vale la pena confidare che entro la partenza del treno possiate accedere alla classe prescelta. Le classi sono separate rigidamente, in modo che non si possa passare da una all’altra all’interno del treni. Sull’ app IRCTC trovate la piantina del treno con l’ordine delle carrozze e sui binari è scritto come si fermerà il treno in modo da potersi posizionare prima davanti alla carrozza giusta, anche perché diversamente si rischia veramente di perderlo se ci si trova dalla parte sbagliata.

Prima di partire
Mezzi di trasporto
Inizio pagina

Info pratiche per organizzare un viaggio in India

India - Rajasthan

Strade – Taxi – Tuk tuk: Le strade in India sono qualcosa di semplicemente indescrivibile… e per quanto potrete aver letto, sentito raccontare, visto immagini… finché non sarete incastrati su un tuk tuk che si barcamena tra altri duemila tuk tuk che guidano in tutte le direzioni, biciclette, motorette con a bordo famiglie intere, taxi, mucche, polli, elefanti, inquinamento, clacson all’impazzata… non avrete capito cos’è una strada indiana.

Per spostamenti di lunga percorrenza i taxi sono sicuramente una soluzione facile e abbastanza economica per gli standard europei (Jaisalmer – Bikaner, 5h a € 50). Sono tendenzialmente molto puliti, spesso con il cellophane a copertura dei sedili e aria condizionata a manetta. Chiaramente permettono di viaggiare comodi e sufficientemente isolati dal rischio di morte continuo, ma sicuramente anche con molto meno fascino. Per distanze più brevi e cuori coraggiosi i tuk tuk vanno più che bene, se ne trovano ovunque e di continuo e sono veramente economici. Potete negoziare fino alla morte il prezzo della corsa, anche se spesso presi dall'usanza si sottovaluta che si sta lottando strenuamente per qualche centesimo di euro…

Autobus: A completamento della rete ferroviaria c’è un fitto sistema di autobus che è però molto più confuso e meno organizzato. Sono diverse le compagnie che operano sulle stesse tratte e spesso hanno recensioni pessime. Facile leggere di autobus assolutamente poco sicuri o stra-pieni, dove vengono caricate persone aggiuntive lungo la strada senza posto a sedere fino a riempire ogni singolo spazio dell’autobus. I biglietti si possono acquistare presso le stazioni degli autobus. Io ne ho preso solo uno tra Udaipur e Jodhpur e mi sono trovata bene.

  • UNA VOLTA ARRIVATI:

Internet: è possibile, oltre che estremamente utile, comprare sim a pochi euro con internet. Non sono attive da subito, richiedono qualche ora prima di poter essere utilizzate. Fate attenzione ad attivarle immediatamente o comunque prima di spostarvi, perché se cambiate stato (ad esempio Agra è in Uttar Pradesh, Jaipur in Rajasthan) non riuscirete più ad attivarle (ma ad utilizzarle se già attive si).

SoldiIl primo giorno ho avuto diversi problemi e non riuscivo a prelevare in nessun modo. Dopo svariate telefonate, la carta fineco era quella con cui si riusciva (UniCredit no), ma purtroppo era possibile prelevare solo 2000 rupie alla volta (€ 25), quindi ovviamente commissioni a gogo ad ogni prelievo. Cambiare i contati (euro, nessuna necessità di portare dollari) era più semplice, ma viaggiando in treno non mi piaceva avere addosso ingenti quantità di denaro, quindi non ero partita col malloppo. Nei posti più turistici / alberghi più grandi si riesce a pagare con la carta, ma presso le attività minori / ristorantini / taxi etc etc no.

AbbigliamentoIl Rajasthan è una regione a maggioranza musulmana, sebbene le donne siano vestite secondo gli usi indiani (sari colorati) piuttosto che secondo gli usi islamici. I sari sono questi bellissimi vestiti tipici che pur coprendo tutte le gambe e il capo lasciano scoperta la pancia e buona parte del decolleté. Personalmente, preferisco viaggiare cercando di non attirare troppo l’attenzione o urtare la cultura del posto: pantaloni lunghi, maglietta a manica corte e capo scoperto non ho mai avuto la sensazione che non andassero bene. O meglio, sguardi ed attenzioni le ho attirate di continuo, così come le richieste di posare in improbabili selfie, ma questo a causa della pelle chiara e dei tratti somatici differenti. Questo fenomeno è successo soprattutto ad Agra, immagino perché sono moltissime le persone provenienti da tutta l’India a vedere il Taj Mahal, anche dalle campagne più remote, dove vedere un europeo potrebbe essere veramente qualcosa di eccezionale.

Cibo: Ho trovato il cibo indiano molto vario, estremamente sano e parecchio buono. Ci tengo a precisare che non ho avuto nessun problema intestinale, ma ho evitato di mangiare frutta e verdura cruda e ovviamente di bere l’acqua del rubinetto. I piatti sono sempre molto speziati per i gusti occidentali, cosa che all’inizio fa sembrare tutti i piatti uguali uno all’altro… penso sia solo una questione di abitudine, dopo un po’ di tempo si inizia a distinguere le differenti spezie e anche la base del piatto… io dovevo comunque sempre accompagnare i piatti a riso basmati e naan in modo da stemperare un po’ il piccante. La base dei piatti è solitamente pollo o agnello (considerando che i maiali sono off limit per i musulmani e i bovini per gli induisti), legumi (tantissime lenticchie), verdure e una specie di formaggio fresco a fette chiamato paneer, che ho apprezzato moltissimo. Non particolarmente diffuso il pesce. Si può trovare anche la cucina tipica del sud dell’India, ho mangiato delle ottime “dosa”, crepes croccante di farina di legumi arrotolata attorno ad un ripieno. Come street food l’unica cosa che mi sono fidata a prendere sono i Samosa, triangolini di pasta fillo ripieni di verdure e fritti.

Nel giro di 10 giorni non ho quasi toccato carne, nessun prodotto a lunga conservazione, nessun dolce cioccolato e simili ne alcol.. da li la mia affermazione che in realtà è una cucina molto sana

Mance: Abituatevi, in India chiunque vi chiederà la mancia. Cercheranno di portarvi sempre le valigie, aprirvi la porta della macchina, farvi il letto sulla cuccetta del treno, portarvi su i bagagli… per avere una mancia. Si tratta sempre di qualche rupia, che per noi sono ovviamente pochi centesimi, ma è oggettivamente stressante.

Torna a India - Rajasthan

Clicca su Itinerario per dettagli sulle diverse tappe

Varie - per non sbagliare
IMG_20190809_130225-01.jpeg

Non viaggio per lavoro, viaggio per cercare di scoprire come ogni popolo cerca la sua felicità. Amo pensare alla sensazione di colore che ogni viaggio mi lascia nei ricordi e nel cuore.

  • Instagram

Mi piace organizzare i miei viaggi in autonomia, questo blog è per condividere tutte le informazioni pratiche, le impressioni e le sensazioni raccolte in giro per il mondo.

Per maggiori informazioni scrivimi qui!

bottom of page