Tanzania
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Info pratiche per organizzare un viaggio in Tanzania
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PRIMA DI PARTIRE
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Volo: Milano – Dar Es Salaam con scalo a Istanbul AR con Turkish Airlines, pagato 550€ acquistato ad aprile per agosto.
Itinerario: l’idea della Tanzania è nata dalla voglia di provare, almeno una volta nella vita, l’esperienza del Safari. Scelto il numero di giorni da dedicarvi, considerato il costo elevato e la faticosità di questo tipo di esperienza, abbiamo valutato che non valeva la pena fare tutte quelle ore di volo per soli cinque giorni di Safari, la scelta di Zanzibar è quindi stata quasi obbligata per sfruttare al meglio le ferie estive e il volo internazionale.
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Visto: è possibile farlo direttamente all’arrivo in aeroporto ma la procedura è abbastanza macchinosa e lentissima (contate di perderci un paio d’ore). Occorre fare una prima fila per consegnare passaporto e foglio compilato con i dati personali e di permanenza in Tanzania, una seconda fila per pagare il visto (USD 50, sicuramente meglio cash) e poi attendere che venga chiamato il vostro nome per restituzione passaporto con visto adesivo incollato.
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Costo:il presupposto di partenza è che un viaggio in Tanzania non è un viaggio economico.
Il safari ha chiaramente dei costi elevati per vari motivi: è quasi doveroso rivolgersi interamente ad agenzie di viaggio; ci sono costi vivi alti data la tipologia del territorio (necessità di jeep 4x4 e guide 24h/24); le strutture ricettive sono in numero limitato e tutte volte a soddisfare un turismo più lussuoso che spartano…
Anche la parte Zanzibar non è economica quanto potrebbe aspettarcisi, in quanto è ormai meta totalmente votata al turismo. C’è una differenza enorme di prezzo tra i beni di prima necessità che potrebbe comprare chiunque e i servizi esclusivamente dedicati ai visitatori.
Per quanto riguarda i souvenir venduti ai turisti, siamo rimasti letteralmente a bocca aperta dal livello di prezzi proposto come prima offerta e dall’iter di negoziazione che ne segue.
Durante il ritorno dai parchi verso Arusha avevamo chiesto alla nostra guida Erik di fermarci per acquistare qualche ricordo da portare a casa. Erik ci ha avvertito di ribattere con un prezzo anche di pari ad un decimo dell’offerta ricevuta. Quando ci hanno detto che una ciotola di legno costava 100 USD abbiamo capito il perché. Ne è seguita una negoziazione all’ultimo sangue dove alla fine per 80 USD abbiamo preso una decina di cose diverse, molto probabilmente pagandole ben al di sopra del loro reale valore.
Erik ci spiegava che molto di questo fenomeno dipende dal turismo di lusso russo e cinese, dove sovente le persone pagano qualunque prezzo venga loro proposto.
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Salute e vaccini: la parte vaccini è sicuramente una scelta delicata, consiglio quindi a tutti di recarsi presso il proprio medico / ospedali specializzati in medicina da viaggio. Sono consigliati i vaccini standard per viaggi al di fuori dell’Europa/ US (antitetanica, antitifica, antiepatite A) oltre alla profilassi antimalarica. Considerate sia la pesantezza di questa profilassi e la bassa percentuale di efficacia, sia il periodo dell’anno del nostro viaggio (stagione secca), noi abbiamo deciso di non fare la profilassi e non abbiamo preso la malaria. Tuttavia raccomando opportuna verifica con proprio medico.
Stando attenti all’alimentazione / acqua (ma senza limitarci sulla squisita frutta!), non abbiamo avuto alcun problema intestinale.
Gli unici problemi di salute sono stati relativi alla poderosa ustione che si siamo procurati tutti e quattro facendo kitesurf per ore in costume da bagno. Consiglio vivamente protezione della crema solare alta.
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UNA VOLTA ARRIVATI
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Clima: per il safari, la nostra estate è uno dei periodi migliori in quanto il clima secco porta gli animali a muoversi alla ricerca delle pozze d’acqua, rendendoli più facilmente visibili. D’altra parte la stagione delle piogge ha il vantaggio di regalare notevoli sfumature verdi ad un paesaggio diversamente abbastanza brullo.
Per Zanzibar, l’alta stagione è il nostro inverno, quando il clima è caldo e secco, ma anche la nostra estate è un buon periodo, caratterizzato da poca pioggia e temperature più miti.
Un consiglio prima di partire: non guardate le previsioni meteo per Zanzibar! Essendo un’isola in mezzo all’oceano il clima cambia molto velocemente e può essere difficile fare delle previsioni accurate. Evitate di spaventarvi inutilmente, sono probabilmente più pessimistiche di ciò che si verificherà. Prima di partire sembrava che ci aspettasse un’intera settimana di pioggia, mentre alla fine abbiamo avuto un solo pomeriggio di pioggerella su sette giorni di sole.
Internet: SIM acquistata per pochi dollari in piena notte presso l’aeroporto di Dar Es Salaam con Airtel, ha funzionato perfettamente sia a Zanzibar sia durante il safari.
Lingua: con l’inglese è possibile comunicare ovunque, tante persone nel settore turistico parlano anche italiano.
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Soldi: Prima di partire ci avevano consigliato di portare USD, in quanto accettati ovunque.
Per la parte safari effettivamente non occorre cambiare soldi, le poche spese (essendo solitamente già tutto pagato) possono essere fatte in euro o dollari americani.
Se invece vi recate a Zanzibar consiglio comunque di cambiare dei soldi in modo da avere un po’ di scellini tanzaniani: in primo luogo perché pagando in dollari ogni volta verrette trattati sicuramente meno favorevolmente sul cambio, in secondo luogo perché per spese più piccole / mance è preferibile pagare in valuta locale. Anche se non cambiate nulla vi capiterà comunque che alcuni resti vi vengano dati in scellini, per cui in ogni caso potreste averne una piccola riserva a disposizione.
Cibo: difficile definire in modo specifico la cucina tanzaniana, influenzata da diverse usanze straniere.
A Zanzibar si mangia parecchio pesce, polipo, calamari, gamberi, spesso conditi con il latte di cocco. Molti piatti ricordano la cucina indiana e sono parecchio speziati. Un giro al mercato di Stone Town vi farà completamente passare la voglia di mangiare carne.
Nei lodge all’interno dei parchi si mangia tutto sommato cucina internazionale, abbastanza varia, spesso sufficientemente buona.
Nota di merito alle colazioni, sempre abbondanti e ricche di uova e alla frutta, buonissima e molto varia.
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